Dalle app native a quelle web-based, l’evoluzione delle applicazioni e il loro utilizzo in azienda

Oggi le app fanno parte della nostra vita quotidiana, molti di noi non potrebbero farne a meno non ricordandosi forse, il tempo in cui queste nemmeno esistevano (o perlomeno non erano così conosciute), e pensare che si è cominciato a parlare di app o di app economy solo nel 2008 con il lancio dell’App store da parte di Apple.
É stato il 2010 l’anno in cui il mercato delle applicazioni ha cominciato ad aver più successo, facendo presupporre anche che l’interesse per il Web si sarebbe ridotto fino a scomparire.
Questo fino al 2016, ad oggi infatti si scaricano sempre meno applicazioni native e si registra un ritorno al Web e, con lui, cresce l’utilizzo di un diverso tipo di applicazioni, le WebApp, utilizzabili direttamente dal browser.

Un modello applicativo che già esisteva da tempo, tornato alla ribalta grazie soprattutto alla sua capacità di adattabilità al mobile, dovuta ai nuovi linguaggi di programmazione (HTML5) che permettono di rendere questo tipo di app completamente responsive. Altro punto a loro favore, la riduzione dei costi di aggiornamento e manutenzione è assicurata, per il produttore del software ma anche per l’utente comune e le aziende utilizzatrici. 

In azienda, le applicazioni web vengono utilizzate sempre più spesso e stanno cominciando a prendere piede ed a rimpiazzare il cartaceo o i software installer (i programmi che necessitano di installazione) che, fino ad oggi hanno riscosso un grande successo nel mondo del business.
Le aziende che utilizzano più WebApp diverse distribuite su altrettante piattaforme, probabilmente ancora non sono arrivate al punto di considerare questo iter lavorativo come quello che è, semplicemente una perdita di tempo. La soluzione migliore risiede nell’adottare uno strumento web che disponga di tutte le applicazioni di cui si ha bisogno, integrabili e raggiungibili immediatamente, senza il bisogno di doversi destreggiare tra decine di URL.