La sostenibilità nella produzione è ciò verso cui tutti i più importanti brand della moda tendono, per ragioni varie, tra cui una diversa sensibilità etica, un’adesione ai problemi sociali, un diverso approccio ai mercati.

Si tratta di un trend la cui applicazione operativa ricade, il più delle volte, sulle aziende di nobilitazione. Queste si trovano, così, a dovere gestire quotidianamente situazioni spesso complesse in un crescendo di adempimenti. Si possono elencare, anche se non in modo esaustivo, le richieste di allineamento a nuovi processi di produzione, di copertura di certificazioni o di rispetto di capitolati di non sempre pronta o possibile applicazione. Il risultato, in questi casi, è spesso rappresentato da uno spreco contingente di tempo, di risorse umane e tecniche ma anche, in taluni casi, di perdita di competitività e di immagine.

Oggi, essere aziende sostenibili è un’istanza concreta sentita da più parti, compresa una porzione sempre più ampia di consumatori, traducibile in un impegno verso un miglioramento continuo e a rapporti i cui fondamenti sono costituiti da rispetto reciproco e professionalità. Di fatto, ora più che nel passato, brand e nobilitatori sono legati tra loro dalla comune esigenza di maggiore competitività in un mercato articolato e complesso.

In questa situazione, quanto potrebbe essere considerato un aggravio di costi e di obblighi burocratici potrebbe costituire invece, se correttamente sfruttata, una grande opportunità per mantenere o ampliare il business. Il tutto potrebbe realizzarsi semplicemente valorizzando in modo utile le tante informazioni disperse che quotidianamente corrono da e verso il nobilitatore come si dirà di seguito.

Una simile modalità operativa potrebbe costituire non solo un significativo sistema di sostegno per l’ambiente, ma anche e soprattutto per le stesse aziende coinvolte. Infatti, se tutte o molte delle aziende di nobilitazione abbracciassero questa filosofia, anche i brand della moda che stanno assumendo le posizioni di Greenpeace potrebbero essere indotti ad appoggiarsi a quanti producono rispettando le regole della sostenibilità e la tracciabilità delle varie fasi di lavorazione.

Andare verso la sostenibilità costituisce oggi una grande opportunità, domani sarà sicuramente un obbligo. Non comprendere questo mutamento epocale significa imboccare la veloce strada del declino imprenditoriale.

Il progetto Cleviria e il sistema informatico Thela

Questa esigenza, comune e trasversale a tutte le aziende, nel 2012 ha dato origine all’idea e poi, nel 2013, grazie anche all’incubatore Pratoinvest, ad un’impresa, che è anche un progetto, di nome Cleviria. Si tratta di una società attiva nel campo informatico il cui capitale è ripartito fra sedici soci tra cui nomi importanti quali Marini Industrie e Gruppo Colle.

“Cleviria” è una realtà innovativa che unisce lo studio e la realizzazione di soluzioni web di ultima generazione ad un radicato background imprenditoriale. Negli ultimi due anni, tenuto conto degli impegni di lavoro assunti e della crescita del fatturato, sono state assunte venti persone fra tecnici e collaboratori. Sommando le competenze del responsabile software, Raffaele Tripodo, e del presidente, nonché imprenditore pratese Simone Paci, è stata sviluppata una piattaforma digitale che ricrea la rete dei rapporti interaziendali.

In altre parole, stiamo parlando di un sistema informatico che, sfruttando i collegamenti da e verso clienti o fornitori, utilizza le stesse informazioni trasmesse per creare, in modo intuitivo ed efficace, indicazioni strategiche. Su questa base Cleviria ha creato il suo primo prodotto chiamato Thela.

Esso è costituito da un’applicazione web che consente alle aziende di monitorare il grado di sostenibilità della propria catena di fornitura. Questo si realizza raccogliendo, aggregando e sviluppando le informazioni strategiche delle proprie filiere. In altre parole, permettendo agli imprenditori di dialogare con fornitori, agenti e punti vendita. Si tratta di un software condiviso in un ambiente virtuale che sfrutta la “nuvola”, il cosiddetto cloud. In questo modo si possono utilizzare servizi ed archiviare dati in maniera distribuita e diffusa nella rete.

“Thela” è, in assoluto, il primo sistema informatico in grado di monitorare e gestire le filiere produttive complesse. Ne discende che brand e nobilitatori, collaborando all’interno dello stesso network, possono scambiarsi i dati in modo rapido ed efficace con notevoli vantaggi per tutti gli attori.

Così ottenere e scambiare documenti fondamentali come DURC, certificazioni, questionari e risultati d’ispezione, monitorare lo stato di avanzamento e delle commesse diventa semplice e veloce. In questo modo le aziende possono valutare continuamente la sostenibilità della propria catena di fornitura.

Il ricorso alla “nuvola informatica” consente di gestire dati completamente in remoto, direttamente sul web, senza dover installare alcun software. Ne consegue anche la possibilità di non dovere più ricorrere all’uso di hardware costosi e complicati.

“Thela”, di conseguenza, rappresenta un approccio estremamente evoluto rispetto ai tradizionali sistemi di valutazione e monitoraggio per la possibilità di ottenere informazioni aggiornate, continue ed in tempo reale.

Articolo di Antonio Mauro estratto dalla rivista “A Campione”