A flessibilità ed autonomia corrisponde maggiore responsabilizzazione, più fiducia e raggiungimento di risultati con il lavoro agile.

Con la crescente informatizzazione delle aziende che ha come obiettivo quello di migliorare la gestione organizzativa e quella dei processi, anche la mobilità sta diventando fondamentale per quanto riguarda il lavoro.
L’utilizzo di dispositivi mobili come tablet e smartphone ha superato di gran lunga quello del telefono fisso e il BYOD (Bring Your Own Device) è ormai pratica comune.

Lo smart working, è un nuovo modello lavorativo che si appoggia alla mobilità, alla collaborazione e al data sharing, per favorire produttività e, al tempo stesso, flessibilità.
Secondo uno studio dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano il beneficio economico a livello nazionale dell’applicazione dello smart working ammonterebbe intorno ai 37 miliardi di euro, suddivisi tra produttività e capitale risparmiato. 

Lo stesso studio rivela che, su un campione di 240 grandi imprese italiane, un 17% ha già avviato programmi di lavoro agile, un altro 17% li sta applicando solo ad alcune figure professionali ed un 14% sta pensando di avviarli.
Per quanto riguarda invece le PMI, i numeri calano sensibilmente, solo il 5% ha intrapreso un percorso di smart working ed il 9% lo ha fatto parzialmente o sta pensando di farlo.

Come già anticipato, gli strumenti di lavoro più utilizzati quando si parla di smart working in Italia sono i dispositivi mobili, la social collaboration e la flessibilità oraria, fondamentali anche l’accessibilità dei dati da qualsiasi dispositivo, chat e strumenti di condivisione, la sincronizzazione dei pc e dei dispositivi mobili e soprattutto la sicurezza. 

Da casa, in un parco, in un bar o durante un viaggio in treno, la normale attività lavorativa si svolge in mobilità ed Internet diventa il nuovo luogo di lavoro, mentre l’ufficio è il posto in cui si partecipa a riunioni o si incontrano clienti e colleghi.