Con la lean manufacturing si mira al taglio delle perdite attraverso l’eliminazione degli sprechi.

Quella che oggi è conosciuta come produzione snella (dall’inglese “lean production” o, “lean manufacturing”) nasce negli anni ’50 in Giappone, presso gli stabilimenti della Toyota, a quei tempi nient’altro che un piccola casa automobilistica, che concepì questo nuovo modello per abbattere gli sprechi di produzione e poter quindi competere con i grandi colossi automotive internazionali.
All’inizio nota semplicemente come TPS (Toyota Production System), venne studiata solo negli anni ’90, da due ricercatori statunitensi, James P. Womack e Daniel T. Jones, che le dettero il nome di lean production.

Questa filosofia si appoggia su 5 principi base:

  1. Identificare ciò che vale: in parole povere, individuare ciò per cui il cliente è disposto a pagare.
  2. Cancellare gli sprechi: concentrarsi sulle attività che generano valore ed eliminare quelle superflue.
  3. Il flusso di valore deve essere continuo: le attività che generano valore devono essere svolte senza alcuna interruzione.
  4. Il flusso deve essere tirato: le attività devono essere svolte in base alla domanda.
  5. Puntare alla perfezione: raggiungere un livello qualitativo alto, attraverso continui miglioramenti.

A differenza della produzione di massa, (basata su un approccio “push”, che implica che sia l’azienda a dettare il mercato, per questo si produce più del necessario), la lean manufacturing è focalizzata sull’eliminazione del superfluo come, per esempio, nella diminuzione dell’eccessiva produzione e delle conseguenti giacenze di magazzino, nella cancellazione di attività non necessarie e dello spreco di tempo e materiali che ne derivano.

Una filosofia che può essere adottata dalla grandi organizzazioni ma soprattutto dalle piccole e medie imprese che spesso lottano contro risorse insufficienti e combattono per abbattere i costi.
Questo tipo di approccio può aiutare a pianificare e controllare i propri processi aziendali, ad eliminare tutte quelle attività produttive e organizzative che in azienda non generano valore e, di conseguenza, a migliorare la competitività, incrementare i profitti ed affermare la propria efficienza sul mercato.