Non solo DropBox e WeTransfer, il mondo delle piattaforme di condivisione è molto più ampio

Come accennato nell’articolo della settimana scorsa, gli strumenti per il file sharing già presenti sul mercato sono molti ed offrono all’utente diverse funzionalità, di alcune di queste piattaforme abbiamo già parlato nell’affrontare l’archiviazione di documenti aziendali, nominando quelle tra le più famose che funzionano, oltre che da file storage, anche da servizio di condivisione documenti.

Anche se non avete letto l’articolo di cui sopra (se siete interessati, lo trovate qui), avrete sicuramente sentito parlare di Dropbox, Google Drive e OneDrive, o di WeTransfer, ma il mondo delle piattaforme nate per il file sharing è molto più ampio.

Nonostante la notizia di questi giorni, secondo la quale sarebbero stati violati 68 milioni di account di DropBox grazie ad una falla nella sicurezza, questa risulta comunque una delle piattaforme più utilizzate anche in azienda.
É necessaria la creazione di un account per poterla utilizzare e, alla registrazione l’utente ha a disposizione 2Gb di spazio gratuito, le implementazioni sono a pagamento ed è quasi obbligatorio avere un client.

WeTransfer è un servizio gratuito e per accedervi basta raggiungere il sito, non è necessaria alcuna registrazione, si carica il file, si inserisce il proprio indirizzo email, quello del destinatario del file e si invia. A differenza di altre piattaforme, la versione base di WeTransfer non funziona da data storage ed i documenti caricati vengono mantenuti solo per 14 giorni, per poi non essere più recuperabili. 

Altre tra le piattaforme più utilizzate hanno limitazioni sia di spazio sia per quanto riguarda il peso dei file che si vogliono caricare, per esempio: MediaFire permette di caricare file non superiori a 200Mb così come ZippyShare, MyFlare fino a 100Mb e SaberCat ha un limite massimo per ogni singolo file di soli 25Mb. Altre, assicurano la piena sicurezza dei file mediante la crittografia dei dati (come Mega), anche se poi quest’ultimi risultano comunque pubblici.