Usiamo app web-based ogni giorno, a volte senza rendercene conto

Se ci venisse chiesto cos’è esattamente una web app sapremmo rispondere?
La parola “app” deriva dall’abbreviazione di “application”, ovvero un software sviluppato per lo svolgimento di una funzione specifica, studiato per supportare un utente o implementare un altro programma.
Il nome stesso lascia pochi dubbi: è un software distribuito web-based, in altre parole, un programma che funziona attraverso un normalissimo browser in posizione di client.
Un gran numero di persone utilizza quotidianamente i social network come Facebook o Twitter, LinkedIn o Youtube, per citare solo alcuni dei più famosi, ignorando che si tratti proprio di applicazioni web e non di semplici “siti”.

Quando si parla di web app ci si riferisce quindi a software innovativi, intuitivi e semplici da usare, che portano con sé innumerevoli vantaggi, sia per l’utente singolo, sia per le aziende.
Non necessitano di alcuna installazione, sono accessibili da qualsiasi browser, il loro impiego non dipende dal sistema operativo del device utilizzato e gli aggiornamenti sono disponibili senza la necessità di fare upgrade o nuove installazioni.
Anche le nuove modalità di registrazione alle web app, come la modalità “Freemium”, rispecchiano questa flessibilità. Poter usufruire di una versione base del prodotto, con iscrizione gratuita ma disponibilità ridotta di funzioni o limitazioni nei tempi di utilizzo, ed in seguito poter effettuare l’upgrade a pagamento di funzionalità aggiuntive o direttamente l’acquisto di un account premium permette di prendere confidenza con l’app e sperimentarne le potenzialità.
Le applicazioni web sono sempre più uno degli elementi caratterizzanti del lavoro agile e flessibile, proprio in virtù della loro accessibilità da qualsiasi sede, sono utilizzabili da più utenti contemporaneamente che possono accedere ai propri dati attraverso qualunque dispositivo (pc, smartphone o tablet) che sia provvisto di connessione ad internet.

Si tende spesso ad associare le web application alle cloud app anche se la loro relazione non è necessariamente obbligata. Difatti non tutte le web app sono cloud-based né viceversa, spesso anche applicazioni di storage come Google Drive o Dropbox utilizzano in parte l’approccio web.